lunedì 9 luglio 2012

Lei non parla.
Lei non parla la mia stessa lingua.
Per fortuna.
Affonda le sue mani scure nella mia carne vecchia che fatica a tornare in superficie.
Alla luce del sole è ancora più crudele questa verità che neppure la più sofisticata delle chirurgie potrà mascherare.
In questo il tempo è galantuomo, affidabile e onesto.
Mantiene le promesse e non risparmia nessuno.
Neppure benestanti e fanatici del ritocco.
Ti accorgi sempre del suo passaggio.
Lei non parla.
Affonda le sue mani brune nella mia carne tremula, ricordandomi che mi consumo vivendo e morendo nello stesso istante.
Che ogni mio respiro ha vita breve, meno di un infinitesimo di secondo, ma non se ne cura. Rinasce ad ogni istante per tornare a morire.
Lei non parla.
Continua ad affondare le sue mani smaniose d'incassare dieci euro.
Dieci euro di mani addosso, sotto gli sguardi indiscreti di due anziani dall'accento emiliano, arrivati in spiaggia dall'albergo Sole.

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