Oggi vivo d’acqua, mi muovo poco e raziono il respiro aspro che anticipa la diaspora del catarroIeri ho fumato troppo disappunto che mi ha intasato i bronchi e ha incoraggiato la mia fame fatua
Sono esausta e mi riposo sulle pagine di libri ormai distanti da questo angolo che non ricorda neppure la sua storia
Sono logora di parole discolpanti sventagliate per alleggerire la coscienza.
Mancanza di stimoli la chiami questa desertificazione dell’anima, cercando di apparecchiare altrove il peso insostenibile di responsabilità invalidanti e poter dormire sonni tranquilli.
Ma neppure nei sogni si è fattori senza obblighi quando il tarlo comincia a scavare dentro membra di cartongesso.
Che sogni tu possa dormire non mi è dato saperlo
Spero siano inquietanti e ti perturbino il quieto obliare.
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