Nella stessa stanza io e lui
Luci a neon che contraffanno i colori
Già contraffatti della mia parrucca e delle nostre pelli
Da cinghiale la sua da camaleonte la mia
Che ora muta al suo cospetto per ossequio e inclinazione
Pelle di merda la tua direbbe Alessio
Lui non so cosa veda ma basta ciò che vedo io
Eppure il suo linguaggio misterioso mi infastidisce
Come tutto ciò che non capisco
Anche se non è proprio così
Francesco non lo capisco ma mi attrae come se venisse dalla stessa terra
Lui non lo capisco e non vedo spiragli
Troppo lontana la sua di terra per lambire la mia
Forse è una posa
Ma alla sua età e il mondo alle spalle le pose non sono contemplate
E’ solo un'altra isola la sua e la rispetto per via di quelle sue visioni
Di quei paesaggi strambi che disegna dentro la mia testa
Landa di desolati e desolanti dubbi
Nella stessa stanza io e lui e mi verrebbe di chiedergli come va?
Solo questa domanda nulla di più
Ma sto zitta e passo avanti
Come se fosse solo un fantasma che non sono tenuta a vedere per ignoranza
In fondo in quell’hotel all’avanguardia non sono ancora nata
Io per lui solo una forma in movimento
Che forse gli accende l’universo a valle dei suoi pensieri fini
Ma non lo so
Forse quelli come lui funzionano in altro modo
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