mercoledì 15 luglio 2009

freak



Molli li voglio i biscotti, molli che si sciolgono tra le labbra, non li voglio masticare ti ho detto.I denti non mi servono più te l’ho detto. Freak li chiamano quelli come lui, e con il loro proverbiale aplomb gli inglesi intendono quelli dal comportamento inusuale. Noi li chiamiamo mostri, fenomeni da baraccone e li scherniamo.
Eppure la sua teoria non fa una piega e i suoi biscotti molli cominciano a piacere anche a me. La decisione di non usare più i denti l’ha presa quando si è accorto che i denti stridono quando masticano, fanno un rumore che evoca sensazioni corrosive, come il verde acido e le mandorle acerbe, non conoscono la flessibilità e fanno male. Il cibo va assaporato, succhiato, i sapori sono realtà che alimentano fantasie e i denti masticano ogni fantasia. I denti azzannano come quelli di Lucia che quando gli fa un pompino riesce a trasformare in dolore quello che lui conosce come piacere. Per lui è deciso, i denti non li vuole più usare. E poi i biscotti molli, le puntine plasmon, il pesce frullato sono una carezza per il palato e lui è felice. Lo vedi nudo aggirarsi per casa con la gioia dipinta negli occhi a cantare e ballare come anch'io vorrei fare ma non sono lì per incoraggiare la sua follia. E mi viene da ridere e saltare e cantare e dipingermi la faccia di questa follia bella e contagiosa che mi fa venir voglia di viverla una vita liberamente mia.
Freak li chiamano quelli come lui e io mi guardo intorno e cerco da tutte le parti per trovarne ancora senza denti, senza vestiti, senza gesti educati, morbidi, senza ossa, arrampicarsi tenacemente come piante all’aria, arrivare in alto, più in là di quanto il nulla possa sperare.

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