martedì 23 giugno 2009

gli abitanti della città di kaz

Stamattina gli abitanti della città di kaz erano piuttosto agitati, più agitati del solito direi.
Radunati davanti al bar dei cipressi guardavano verso l’alto e puntavano il dito indice in direzione dei balconi del numero 18.
A quanto pare qualcuno piscia di notte da uno di quei balconi.
Non so come sia possibile che questi animali incontrollabili, capaci di far fuori un uomo a pugni e calci, si indignino per una pisciatina giù dal 2° piano.
Sì, perché è proprio da lì che l’uomopianta innaffia il suo rampicante.
L’ho visto per la prima volta in uno dei miei appostamenti notturni.
L’uomopianta lo trovo simpatico con quei cespugli al posto delle sopracciglia e quell’arbusto di ulivo che gli cresce dal deretano.
Lui non piscia proprio sulla strada, lui piscia su una pianticella che si sta abbarbicando sulla ringhiera del lato est del suo balcone.
Quel balcone lo tengo d’occhio da un po’, da prima che mi accorgessi delle sue sortite notturne.
Mi ha incuriosito tutto quel mobilio che stazionava nel balcone come in un magazzino.
All’inizio ho pensato si trattasse di una posizione temporanea come se tutta quella roba fosse stata messa lì per lavori di ristrutturazione nell’appartamento. Poi ho capito che non c’era nessun lavoro in corso e che là le cose funzionavano così, fuori pieno, dentro vacante.
Sì, perché a guardarla bene quella casa è proprio vuota.
Il signor uomopianta ha deciso che tutta quella roba, che di solito sta in casa, deve starsene fuori, in balcone. Lui fuori ci va solo la notte per tornare ad innaffiare la pianticella.
Apre la patta dei pantaloni, tira fuori il coso e piscia, pardon, lui non piscia, semplicemente innaffia, e intanto il rampicante cresce, cresce e si dirige verso est, così come l’arbusto d’ulivo del suo buco del culo che gli ha quasi impalato l’osso del collo.

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