
L’amore non accade.
L’amore non è una casualità che c’investe ogni qualvolta veniamo attratti da qualcosa o qualcuno.
L’amore è una filosofia di vita che va imparata e praticata.
E’ un progetto che costa fatica, può spezzare le ossa, ma non fa arretrare.
Non accade di amare un uomo, una donna per il solo fatto di essersi giurati sentimenti eterni. Non accade di amare un figlio per il solo fatto di averlo messo al mondo.
"Amore" non è una parola miracolosa in nome della quale rivendicare diritti osceni.
Non si nasce amati, non si nasce amando.
L’amore è una condizione che non ci è connaturata.
E’ un esercizio di pensieri ed azioni progressivo, paziente e continuo.
E’ innanzi tutto l’accettazione incondizionata dell’altro, un’accettazione senza aspettative, senza la spasmodica attesa di ricevere in cambio di ciò che si è dato, senza la pretesa che, prima o poi, gli altri cambino come meglio crediamo.
Amare è forse utopia, è follia.
E’ di una tale eccezionalità che chi ha vissuto la propria vita all’insegna di tale credo viene incoronato santo.
Forse, se ogni giorno, imparassimo a fare un passo indietro verso l’affermazione del nostro io a tutti i costi, forse, cominceremmo a vedere oltre.
Forse, cominceremmo a capire che amare è un atto di volontà fattiva che presuppone la consapevolezza che il nostro non sia l’unico dei mondi e dei modi possibili.
L’amore non è una casualità che c’investe ogni qualvolta veniamo attratti da qualcosa o qualcuno.
L’amore è una filosofia di vita che va imparata e praticata.
E’ un progetto che costa fatica, può spezzare le ossa, ma non fa arretrare.
Non accade di amare un uomo, una donna per il solo fatto di essersi giurati sentimenti eterni. Non accade di amare un figlio per il solo fatto di averlo messo al mondo.
"Amore" non è una parola miracolosa in nome della quale rivendicare diritti osceni.
Non si nasce amati, non si nasce amando.
L’amore è una condizione che non ci è connaturata.
E’ un esercizio di pensieri ed azioni progressivo, paziente e continuo.
E’ innanzi tutto l’accettazione incondizionata dell’altro, un’accettazione senza aspettative, senza la spasmodica attesa di ricevere in cambio di ciò che si è dato, senza la pretesa che, prima o poi, gli altri cambino come meglio crediamo.
Amare è forse utopia, è follia.
E’ di una tale eccezionalità che chi ha vissuto la propria vita all’insegna di tale credo viene incoronato santo.
Forse, se ogni giorno, imparassimo a fare un passo indietro verso l’affermazione del nostro io a tutti i costi, forse, cominceremmo a vedere oltre.
Forse, cominceremmo a capire che amare è un atto di volontà fattiva che presuppone la consapevolezza che il nostro non sia l’unico dei mondi e dei modi possibili.