Lei
non parla.
Lei
non parla la mia stessa lingua.
Per
fortuna.
Affonda
le sue mani scure nella mia carne vecchia che fatica a tornare in
superficie.
Alla
luce del sole è ancora più crudele questa verità che neppure la
più sofisticata delle chirurgie potrà mascherare.
In
questo il tempo è galantuomo, affidabile e onesto.
Mantiene
le promesse e non risparmia nessuno.
Neppure
benestanti e fanatici del ritocco.
Ti
accorgi sempre del suo passaggio.
Lei
non parla.
Affonda
le sue mani brune nella mia carne tremula, ricordandomi che mi
consumo vivendo e morendo nello stesso istante.
Che
ogni mio respiro ha vita breve, meno di un infinitesimo di secondo,
ma non se ne cura. Rinasce ad ogni istante per tornare a morire.
Lei
non parla.
Continua
ad affondare le sue mani smaniose d'incassare dieci euro.
Dieci
euro di mani addosso, sotto gli sguardi indiscreti di due anziani
dall'accento emiliano, arrivati in spiaggia dall'albergo Sole.