venerdì 6 gennaio 2017

Quando tocco la tua carne robusta
che in alcuni punti abbonda
mi sembra di toccare certezze
il mare che porta salsedine
il vento che scompiglia i capelli
il tempo che invecchia la pelle.
Mi aggrappo per tenermele strette, queste certezze.
Anche se dura poco.
Dura sempre poco questo silenzio che richiama equilibrio, che zittisce la pena di non riuscire a tenerlo in memoria.

L'epigenetica mi esalta e mi sconforta nello stesso tempo.
Sapere che la partita ce la giochiamo con le nostre stesse mani, 
se da un lato mi ridà speranza, 
dall'altro, 
a ben guardare le nostre mani incerte, 
luride di denaro, sangue e disonestà,
mi inquieta irrimediabilmente.

venerdì 7 settembre 2012

Per passare il tempo ci sono i tarocchi,
i biscotti della fortuna,
il libro dei consigli, 
ci sono i sogni che fatico a ricordare,
a volte,
ma che mi lasciano spesso una sotterranea percezione di bellezza sprecata.
Se i sogni fossero libri
sarebbe un rincorrersi di storie da una sola parola,
col fermo immagine che sveli a rallentatore,
il nucleo nudo dell'essenza.
Se i sogni fossero libri
non mi affannerei tanto a raccontarli.
Ti guarderei soltanto
e tu sapresti leggerli nel mio silenzio.
Apri bene le orecchie e se non puoi aguzza la vista e leggi quello che ho da proporti.
In soli tre minuti, dico tre, solo tre minuti della tua vita, ti rispedisco indietro nel tempo e te la cambio, la tua insulsa vita.
Così, con un semplice gesto compreso nel tempo che ti rimane dopo aver letto o ascoltato quello che ho da dirti. 
Hai presente che peso irrisorio hanno solo tre minuti nella tua vita di merda?
Fermati allora per tre minuti e ti do la possibilità di recuperare dieci anni sulla tua pelle.
Sì, hai capito bene,
dieci anni della tua insignificante vita non saranno mai passati sulla tua pelle.
Ci pensi?
Tu,
adesso,
a dimostrare dieci anni di meno?
Hai presente quante cose potrai finalmente fare?
Soli tre minuti e cambieranno i prossimi dieci anni in cui mostrerai di averne dieci di meno,
in cui tornerai indietro con la pelle di allora.
E io sarò lì ad aspettarti con il mio prossimo miracolo di restyling a portarti indietro di altri dieci anni,
e ancora sarò lì ad aspettarti,
di dieci anni in dieci anni,
fino a che di te non sarà rimasto che un ricordo nebbioso.
Solo tre minuti.

lunedì 9 luglio 2012

Lei non parla.
Lei non parla la mia stessa lingua.
Per fortuna.
Affonda le sue mani scure nella mia carne vecchia che fatica a tornare in superficie.
Alla luce del sole è ancora più crudele questa verità che neppure la più sofisticata delle chirurgie potrà mascherare.
In questo il tempo è galantuomo, affidabile e onesto.
Mantiene le promesse e non risparmia nessuno.
Neppure benestanti e fanatici del ritocco.
Ti accorgi sempre del suo passaggio.
Lei non parla.
Affonda le sue mani brune nella mia carne tremula, ricordandomi che mi consumo vivendo e morendo nello stesso istante.
Che ogni mio respiro ha vita breve, meno di un infinitesimo di secondo, ma non se ne cura. Rinasce ad ogni istante per tornare a morire.
Lei non parla.
Continua ad affondare le sue mani smaniose d'incassare dieci euro.
Dieci euro di mani addosso, sotto gli sguardi indiscreti di due anziani dall'accento emiliano, arrivati in spiaggia dall'albergo Sole.


Non voglio promesse a suggellare l'impeto di un istante
o i sensi di colpa di una vita.
Le promesse sono carezze che sottendono cicatrici
corpi estranei destinati al rigetto.
Offritemi solo quello che potete
Solo gli spiccioli che tenete in tasca
senza spacciarli per illusorie caparre.
Solo quello che potete.
Qui ed ora.
Null'altro.




lunedì 23 aprile 2012